martedì 28 gennaio 2014

Vangelo secondo Matteo

1. LA GENEALOGIA DI GESU' E LA SUA NASCITA

1Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. 2Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, 3Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, 4Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, 5Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, 6Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria, 7Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asaf, 8Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, 9Ozia generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechia, 10Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, 11Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
12Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, 13Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, 14Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, 15Eliùd generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, 16Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
17In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.
18Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. 20Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; 21ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
22Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:


23Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele,

che significa Dio con noi. 24Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; 25senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.
    
“Genealogia di Gesù Cristo” (1,1). Il vangelo di Matteo inizia con una genealogia (in greco, biblos gheneseos, “libro delle origini”), che si ispira alla tradizione letteraria biblica (1Cronache 1-9; Genesi 5,1). Motivi religiosi e giuridici spingono gli Ebrei a conservare la memoria dei loro antenati, poiché la discendenza è il fondamento di importanti diritti e privilegi. Con questa genealogia Matteo dimostra l’appartenenza di Gesù al popolo di Israele


(Foto: L’evangelista Matteo, Tela di Ludovico Mazzanti, 1679-1775.Città di Castello, Museo del Duomo)


Erode e i Magi (2,1). Di origine idumea, Erode il Grande regnò in Palestina dal 37 al 4 a.C. A lui si devono la nuova costruzione del tempio e un piano edilizio che interessò quasi tutte le città del regno.



(Foto: Erode, Mosaico, secolo XIV, Venezia, San Marco)


I “Magi” erano una casta di sapienti, dediti all’interpretazione dei sogni, alla magia e all’astrologia. La tradizione cristiana li ha identificati con sovrani orientali e ha fissato il loro numero a tre, ispirandosi ai doni da essi offerti. Betlemme dista circa 8 km da Gerusalemme, verso sud. È detta “di Giudea”, per distinguerla da un omonimo villaggio in Galilea. Fidanzamento, matrimonio, ripudio (1,18-20). Per gli Ebrei il fidanzamento è un impegno decisivo, in funzione del matrimonio. Esso costituisce il primo momento della celebrazione (in ebraico qiddushin, “consacrazione”), quando la donna viene “consacrata” all’uomo e i due giovani possono già essere chiamati marito e moglie. La violazione del fidanzamento è considerata adulterio (Deuteronomio 22,23-27). Dopo un anno si celebrava il matrimonio vero e proprio (in ebraico nissuim, dal verbo nasa, “sollevare”, “portare”), quando la sposa veniva portata nella casa dello sposo. In seguito, i due momenti furono uniti in un unico rito..

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